Gustavo Mattiuzzi (1944 – 2016) Saggi – Bibliografia

 

“INQUIETUDINE – Emily Dickinson – Simone Weil- Impressioni liriche”

Prefazione di Marta Celio (.pdf)

…. Non scrivo per perfezionare la mia capacità di ‘scrittore’ ma solo per confessare a me stesso, quasi quotidianamente, tut­to ciò che mi attraversa in profondità. Sono più che persuaso che il valore letterario e filosofico di questo mio materiale è nullo o quasi. Esso tutta­via possiede il valore di testimonianza difronte alla mia coscienza e anche alla mia vocazione, per quanto essa possa sembrare insignificante. E’ un tragitto assai lungo che voglio percorrere fin che avrò mente lucida o comunque  in grado di formulare pensiero. In questo mondo non faccio che registrare da buon scrivano della mente, quanto mette in sussulto i miei strati più profondi. Non mi interessa la fama o la gloria, né posso aspettarmela (sono un sem­plice artigiano e di quelli scadenti, è verissimo); soltanto desidero che la mia esistenza, non sia passata invano, insignificante com’è, che lasci qualche sua traccia, non per i posteri, ché questo mio materiale col tempo si distruggerà, o sarà buttato via dopo la mia morte, ma soltanto nella mia memoria prospettica, quindi  nell’illusione che forma il mio desiderio. E’ un lavoro provato che io compio, in piena solitudine, senza possedere gli strumenti ade­guati per farlo bene, che nessuno conosce, tranne che me, che mi è caro più di qualsiasi altra ricchezza al mondo, perché è mia, è sostanza vitale della mia esistenza, che soltanto la cattiveria degli altri  potrebbe cancellare, buttando nella spazzatura questi miei fogli, o bruciandoli come si fa con le carte di nessun valore, o dalle quali non si ricavi un utile immediato, dopo la mia scomparsa. E’ vero che, una volta morto, più nulla saprò delle faccende di questo mondo effimero, ma che ciò che mi è costato lavoro tenace, sofferenza fisica etc., venga conservato, questo pensiero mi è fonte di serenità. Non per­chè mi aspetti riconoscimento, ma soltanto che quello che ho scritto, non si perda nel nulla, che i tormentosi pensieri che hanno solcato la mia mente possano essere di un qualche aiuto morale, nonostante le infinite contrad­dizioni, oscillazioni che li hanno caratterizzati. E’ pur sempre un esempio di ricerca frammentaria che è anche tensione verso la verità che di conti­nuo sfugge. Spero di morire sereno, perché la mia esistenza è stata una ricerca della verità, fino alla fine.

“DA ROSMINI A SCIACCA”

Nuovo libro di saggi e recensioni pubblicate su riviste di Filosofia.

– Prefazione di Corrado Castellani  (.pdf)

 

GIACOMO LEOPARDI E L’ANIMA FILOSOFICA

Prefazione di Marta Celio (.pdf)